
Il cane Carlino
Nonostante ad alcuni possa non piacere per il suo muso schiacciato, nessuno può negare la simpatia che suscita il cane Carlino. I grandi occhi sempre un po’ bagnati ed affettuosi, uniti alle sue rughe e alla sua andatura da piccolo bulldog rendono questo cagnolino uno dei più divertenti!
Documenti del 600 a.C. provano l’esistenza del Carlino in Cina. Ovviamente le caratteristiche non erano quelle che oggi possiamo riscontrare in questo piccolo animale, ma già allora veniva chiamato cane dal “muso corto”. Solo nel ‘500 con gli scambi commerciali, la razza inizia ad essere allevata anche in Europa.
É un molossoide di piccola taglia il cui peso dovrebbe essere di circa 7 chili e l’altezza al garrese tra i 28 e i 32 cm.
Il Carlino è un cane dalle forme compatte, con una muscolatura ben sviluppata. Il tronco è corto e tarchiato, con torace abbastanza ampio. La coda è piccola, alta e arricciata. La caratteristica testa del Carlino è tondeggiante, con un muso corto e squadrato all’insù e due occhi molto grandi e Leggi il resto di questo articolo »
L’acquario è un piccolo ecosistema, il quale dovrebbe riprodurre condizioni ottimali per i pesci e le piante che vi vivono. Nell’acquario tuttavia l’acqua non si depura da sola come avviene in natura: è necessario un filtro.
In commercio ve ne sono molti, cerchiamo di capire come funziona o quali sono i suoi compiti.
Residui di cibo, detriti vegetali ed escrementi inquinano l’acqua, producendo sostanze tossiche nocive a piante ed animali. Il filtro svolge a tal proposito una duplice azione, meccanica e biologica, ovvero trattiene lo sporco all’interno delle spugne e della lana filtrante e purifica l’acqua grazie all’azione di batteri.
Il filtro e’ infatti composto da lana di vetro (o spugna sintetica) in alto, da carboni attivi e infine da cannolicchi di ceramica nello strato più basso. In commercio ne esistono moltissimi, ci limiteremo a suddividerli tra esterni ed interni Leggi il resto di questo articolo »
La maggior parte delle volte in cui si parla di alimentazione dei gatti, si tiene conto esclusivamente di proteine, grassi, vitamine e si trascura l’importanza che i liquidi hanno nell’alimentazione dei gatti. In particolare l’acqua: essa è fondamentale per i nostri piccoli amici. Infatti, l’acqua, pur non essendo un vero e proprio alimento non può mancare dall’alimentazione dei gatti.
Il gatto, essendo un carnivoro per eccellenza, mangia un’enorme quantità di proteine producendo così , durante la digestione delle stesse, molta urea; l’urea per essere eliminata dal corpo ha bisogno che il corpo del gatto sia ben idratato. In questo processo, quindi, l’acqua diventa fondamentale.
La concentrazione dell’urea nelle urine del gatto è 3 volte quella dell’uomo e quindi l’acqua è veramente preziosa per assicurare una buona salute al nostro micio. La natura stessa cerca di preservare la quantità di acqua esistente nel corpo del gatto, infatti i gatti hanno un’evaporazione polmonare quasi inesistente e sudano veramente poco.
Grazie a questi espedienti che la natura stessa mette in atto, il gatto, riesce a resistere anche una settimana senza bere. L’acqua viene introdotta nel corpo del gatto anche in maniera indiretta e cioè tramite i cibi in scatola e i cibi freschi, come pesce e carne cotta.
E’ consigliabile osservare le abitudini del gatto e notare se beve poco o molto. Se beve poco non bisogna preoccuparsi eccessivamente, proprio per il fatto che i liquidi vengono introdotti anche tramite il cibo. L’unico comportamento che può essere spia Leggi il resto di questo articolo »
Il documento d’identità del cane è il pedigree nel quale viene riportata la genealogia dell’animale.
In Italia esistono due tipi di pedigree rilasciati dall’ente nazionale della cinofilia italiana: il ROI (Registro Origini Italiano) e il RSR (Registro Supplementare Riconosciuti).
Tutti i cani di razza, che discendono cioè da altri cani della stessa razza e non da incroci, possiedono il pedigree. È sempre opportuno richiedere al venditore tale documento prestando la dovuta attenzione alle contraffazioni e ai documenti simili che vengono spacciati per pedigree.
Per i cani che provengono dall’estero esiste il Pedigree Export il deve essere intestato direttamente al nuovo proprietario che, non appena lo riceve si recherà all’ENCI che dopo aver accertato la veridicità dello stesso inoltrerà la documentazione per la trascrizione al ROI e per il rilascio del pedigree italiano.
Affinché un cane possa essere considerato di razza deve discendere per almeno quattro generazioni da individui anch’essi di razza pura: questi avi, materni e paterni, vengono elencati nel ROI.
Nel pedigree del cucciolo sono inseriti i seguenti dati: Gruppo – numero ROI – Registro Origini Italiano (ex LOI) – nome del cane – data di nascita – sesso – razza – marcatura – tatuaggio o microchip – colore del mantello – dati dell’allevatore – genealogia con tutti gli ascendenti dalla 1° alla 4° generazione – legenda per i titoli conseguiti dagli avi – dati del proprietario – timbro e sigla della delegazione ENCI che ha effettuato la variazione di proprietà dall’allevatore al proprietario.
Il pedigree è garanzia delle origine del vostro cane e può essere utile nel caso in cui voleste farlo partecipare a mostre canine.

Barboncino
Le origini del Barboncino risalgono al Medioevo. Appartiene alla famiglia dei Barboni, la quale si suddivide in quattro razze: Barboni di taglia grande, di taglia media, Barbone nano (o Barboncino appunto) e Barboni Toy.
Il Barboncino si distingue per la facilità all’addestramento, che ha condotto all’utilizzo di questi cani negli spettacoli circensi. L’immagine che però viene subito alla mente appena si nomina questo cane, è quella di un piccolo animale con un’acconciatura distintiva che ne ha fatto un cane da compagnia, presente da sempre nei salotti nobiliari.
E’ un cane di piccola taglia, di 7 chili circa e lungo dai 28 ai 35 cm al garrese che mantiene le proporzioni del Barbone senza presentare elementi di nanismo. Gli occhi sono a mandorla, le orecchie lunghe e pendenti si allargono dall’attaccatura e si arrotondano all’estremità. La coda è abbastanza alta, il che conferisce un’andatura fiera e graziosa.
Il barboncino può essere a pelo riccio o cordato. Nel primo caso è abbondante, lanoso e di lunghezza uguale. Il pelo cordato presenta invece delle cordelline della stessa lunghezza che superano comunque i 20 cm. Il colore del pelo in entrambi i casi può essere marrone, bianco, grigio e albicocca.
Come è noto, il Barboncino richiede un’accurata toelettatura, soprattutto se si vuole partecipare alle manifestazioni. E’ bene precisare che l’acconciatura di questo piccolo animale non ha solo fini estetici, ma funzionali, perlomeno alle origini. Il Barboncino infatti venica spesso usato nella caccia perchè si Leggi il resto di questo articolo »
Per mantenere il cane in buona salute è importante, oltre ad una corretta alimentazione, una buona pulizia. Prima di intraprendere qualsiasi azione di pulizia sarebbe meglio consultare il veterinario per accertarsi su quello che è più consono al proprio animale. Noi in questo articolo possiamo offrirvi qualche spunto!
Il vostro animale è a più stretto contatto con germi, batteri e polveri del suolo, perciò è richiesta una pulizia accurata del pelo.
Per i cani a pelo lungo è consigliabile utilizzare un pettine a denti larghi così da poter districare meglio i nodi ed eliminare la polvere. I cani a pelo corto invece necessitano semplicemente di un guanto di setola per lucidare il pelo esterno, togliere il sottopelo e lasciare la pelliccia morbida.
Per quanto riguarda il bagnetto, non esiste una regola relativa alla frequenza. Sarebbe opportuno comunque non superare i due mesi tra un bagno e l’altro. Le prime volte si dovrà cercare di far abituare il cane all’acqua, evitando di farlo entrare a contatto con quest’ultima in maniera brusca.
In commercio esistono degli shampoo specifici che consentono di non rovinare il pelo del cane e lo strato di grasso che lo protegge dal freddo. Dopo averlo insaponato è necessario risciacquare abbondantemente per eliminare qualsiasi residuo che potrebbe provocare pruriti.
Un’altra operazione di pulizia è quella del Leggi il resto di questo articolo »
Negli ultimi anni le campagne di sensibilizzazione per la lotta contro il randagismo hanno sortito effetti positivi. Ma è con l’applicazione di normative efficaci che il problema potrebbe essere superato quasi totalmente. Il 7 settembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’ordinanza Martini a tutela del benessere degli animali d’affezione.
Si tratta dell’attuazione di alcune disposizioni prevestiste dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, la quale si colloca a sua volta nel più ampio quadro comunitario della Convenzione firmata da molti stati membri dell’UE nel 1987.
In linea generale il contenuto di tali normative sancisce l’obiettivo da parte degli enti coinvolti nei confronti degli animali da compagnia di tener conto delle esigenze e della natura senziente degli animali.
I Comuni continuano a essere responsabili per i cani randagi presenti sul territorio di competenza: aloro compete l’affidamento del servizio di mantenimento e gestione.
Devono assicurare che a tutti i randagi sia inserito il microchip, che vengano registrati all’anagrafe a nome del Comune di riferimento e che vengano sterilizzati entro 60 giorni dal ritrovamento o comunque prima di essere trasferiti in un altro comune.
Per quanto riguarda l’affidamento, entrano in gioco i canili. Questi devono Leggi il resto di questo articolo »