mercoledì, 18 ottobre 2017
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Il gatto Balinese

Il gatto Balinese e la sua particolare silouhette
Il gatto Balinese, con la sua particolare silouhette


Il gatto Balinese è uno dei pochi gatti originari dagli Stati Uniti ed è conosciuto anche con il nome di Siamese Longhair (a pelo lungo). All’aspetto si presenta come un gatto Siamese, solo che ha il pelo lungo. Questa razza ha, infatti, origine dall’ibridazione di gatti Siamesi e gatti d’angora.

Fu presentato ufficialmente nel 1955 e venne riconosciuto come razza nel 1961. Originariamente veniva chiamato “Siamese a pelo lungo” ma, dopo le numerose proteste degli allevatori di Siamesi, il suo nome fu cambiato in Balinese. Il nome deriva dal portamento aggraziato di questo animale, una grazia che ricordava le danzatrici dei templi di Bali.
E’ un gatto molto socievole e tende a legarsi a tutta la famiglia ma ha la particolarità di legarsi di più ad una sola persona, proprio come fanno i cani. E’ intelligente, curioso e lunatico, infatti cambia umore di frequente; se desidera qualcosa inizia a miagolare insistentemente.

Il gatto Balinese e la sua particolare silouhette
Il gatto Balinese, con la sua particolare silouhette

Il gatto Balinese in casa vive bene, si adatta senza problemi ma ha bisogno di sfogare la sua energia e quindi tende a muoversi molto. L’ideale sarebbe mettergli a disposizione un giardino o una terrazza dove possa recarsi quando ha voglia di muoversi.

E’ molto estroverso e giocherellone ma è più pacato rispetto al gatto Siamese e ha una voce più gradevole. Adora giocare con i bambini e odia rimanere da solo: ha costantemente bisogno di compagnia, umana o animale che sia. Se si decide di dargli un compagno animale l’ideale sarebbe un gatto vivace o addirittura un cane.

Ha bisogno di molte cure: il mantello va spazzolato tutti i giorni durante la stagione della muta del pelo. Negli altri periodi basta spazzolarlo 3-4 volte a settimana per poter eliminare i nodi che si formano.

Leggi anche:  Il gatto Siamese

L’alimentazione ideale sono i croccantini alternati a della carne precotta come pollo e tacchino, meglio se con verdure macinate.


1 Commento

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  1. Brunella Passi

    Sono già 18 anni da quando, in vacanza in Sardegna, ho trovato un piccolissimo balinese abbandonato: rincorreva miagolando una colonia di gatti adulti. Era troppo bello e troppo dolce, anzi direi straziante. Gli ho chiesto se voleva venire a Padova con me. Da allora ha dormito sotto le mie coperte, quando ero a casa stava sulle mie spalle o dentro i miei maglioni, se ero seduta si sistemava sulla mie gionocchia. Sin dall’inizio si piazzava sul cruscotto dell’auto ed era felice e tranquillo mentre guidavo. Il piccolo Mirto è morto di leucosi felina l’ultimo giorno del 1993, ad appena 6 mesi. All’alba avevo sognato ke stavo male e piangevo: “Mamma, aiuto, mi scoppia un occhio, mi fa male la testa!” Appena sveglia ho trovato Mirto in coma, tra le mie gambe, con un occhio fuori dall’orbita. Mi sono alzata e l’ho tenuto sulle mie ginocchia x un paio d’ore (x il veterinario non si poteva fare più nulla), poi ho “sentito ke era morto”.
    Da allora sto cercando un balinese dalla pelliccia scura, con lunghe orecchie con ciuffetti di pelo, e una bella coda folta.
    Il mio dolore, nonostante i molti altri gatti diversi ke mi hanno fatto e mi stanno facendo compagnia, NON E’ MAI SCEMATO.

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